06/04/2009 Lavoro. Voucher della Regione per l'accesso ai nidi.
Bologna – Saranno 992 i bambini e le bambine che potranno
beneficiare dei 9 mila voucher messi a disposizione delle famiglie
dalla Regione Emilia-Romagna per abbattere le rette dei nidi d’infanzia
e aiutarle nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La
Regione ha approvato l’elenco delle candidature presentate dalle 21
associazioni di Comuni per il prossimo anno scolastico 2009-2010, sulla
base dei posti disponibili nei nidi privati presenti sul loro
territorio e in base alla stima del fabbisogno delle famiglie. Il
provvedimento è stato presentato questa mattina dagli assessori
regionali al Lavoro Giovanni Sedioli e alle Politiche sociali Anna
Maria Dapporto.
"L'intervento si pone
l’obiettivo di aiutare le famiglie nel conciliare il difficile
equilibrio tra le esigenze lavorative e la cura dei figli più piccoli,
quando entrambi i genitori lavorano, o uno solo nel caso di famiglie
monogenitoriali - ha spiegato l'assessore Sedioli - Facilitare
l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia, rimuovendo gli
ostacoli a cui sono soggette soprattutto le madri che lavorano, è
infatti un modo per evitare che le difficoltà nell’organizzazione delle
esigenze del lavoro e della famiglia causino la rinuncia o la perdita
dell’occupazione".
A questo obiettivo primario si aggiunge quello di sostenere il
raggiungimento in Emilia-Romagna, entro il 2010, del target previsto
nell’ambito della Strategia europea per l’occupazione, e cioè che
almeno il 33 per cento di bimbi sotto i tre anni frequentino i servizi
educativi per la prima infanzia.
"Nella nostra Regione tutti i Comuni capoluogo hanno già raggiunto la
percentuale del 33%, mentre la media del territorio è del 27%, questa
misura integra la qualità dei servizi che già esiste in Emilia-Romagna
- ha detto l'assessore Dapporto - Dare alle donne dei servizi di
qualità, su cui sia possibile contare, è un modo per difendere la vita".
Il voucher, del valore massimo di 250 euro al mese, variabile in
funzione del costo complessivo della retta, favorirà l’accesso ai
servizi nido di strutture private autorizzate in possesso dei requisiti
richiesti dalla normativa, quali nidi, micronidi, sezioni primavera,
nidi part time, nidi aziendali, piccoli gruppi educativi ed educatrici
domiciliari ammessi dalla direttiva n. 646/2005. Le strutture dovranno
garantire un tempo di frequenza minimo di sei ore giornaliere, i pasti
e un minimo di apertura di 190 giorni all’anno.
Saranno i Comuni ad occuparsi della pubblicizzazione alle famiglie
interessate, alla costruzione dei bandi pubblici, al ricevimento delle
domande e alla costruzione delle graduatorie, sulla base delle quali la
Regione provvederà nei prossimi mesi ad impegnare le risorse
finanziarie e a trasferirle alle associazioni di comuni.
Per coadiuvare i Comuni nella pubblicizzazione dell’iniziativa e per
uniformare la comunicazione su tutto il territorio regionale, la
Regione ha predisposto il materiale grafico e lo ha messo a
disposizione degli enti locali sul sito:
http://www.emiliaromagnalavoro.it/voucher_comunicazione.htm
I destinatari dei voucher
I
destinatari dei voucher sono le famiglie in cui entrambi i genitori (o
uno solo in caso di famiglie monogenitoriali) siano occupati – ovvero
siano lavoratori dipendenti, parasubordinati, autonomi od associati e
mantengano questa condizione per tutto il periodo in cui beneficiano
dell’assegno.
Ulteriore requisito è
rappresentato dall’indicatore della situazione economica equivalente
(ISEE in corso di validità) che non deve essere superiore a 35.000 euro.
Posti nido
I
posti nido ai quali accedere grazie a tali assegni – individuati dal
Comuni tramite avvisi pubblici - appartengono a strutture private
autorizzate, con caratteristiche e requisiti richiesti dalla normativa
vigente, quali nidi, micronidi, sezioni primavera, nidi part-time, nidi
aziendali e piccoli gruppi educativi.
