Cos’è il collocamento mirato?
La Legge n. 68 del 12 marzo 1999, con la quale sono state profondamente innovate le politiche per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, modifica la disciplina in materia di collocamento obbligatorio, attraverso il servizio del collocamento mirato.
Questa normativa, insieme al decentramento dei servizi per l'impiego, determina un modello di servizi integrato, con forte connotazioni territoriali, fondato su una efficace collaborazione tra i servizi di politica attiva del lavoro e i servizi socio sanitari.
La nuova disciplina, entrata in vigore dal 17 gennaio 2000, pur mantenendo il vincolo di assunzione per i datori di lavoro, cerca di introdurre una logica di promozione, collaborazione e negoziazione nel rapporto con i soggetti obbligati.
Il collocamento mirato si fonda su un insieme di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto compatibile attraverso l’analisi delle condizioni di lavoro accompagnate da forme di sostegno, azioni positive e tutoraggio (art. 2 Legge 68/99).
L’equilibrio fra incentivi, azioni positive, servizi e vincoli costituisce il fondamento della Legge 68. La sinergia di queste componenti è il presupposto per un’ efficace azione di supporto finalizzata all’inclusione sociale e a garantire piena cittadinanza alle persone con disabilità.
