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Voucher conciliativi per i nidi d'infanzia
Per il quarto anno consecutivo, in attuazione della Legge Regionale n. 17/2005, la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con i Comuni, prevede l’assegnazione di assegni economici ( voucher) a parziale copertura della retta d’iscrizione a nidi d’infanzia privati autorizzati nell’anno educativo 2012/2013. Il progetto – cofinanziato dal Fondo sociale europeo – si pone come obiettivo quello di aiutare le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano (o quelle con un solo genitore) nel difficile equilibrio tra esigenze lavorative ed esigenze di cura dei figli più piccoli. Facilitare l’accesso di bambini e bambine fino a tre anni ai servizi educativi, rimuovendo ostacoli e discriminazioni cui sono soggette in particolar modo le madri che lavorano, è infatti un modo per evitare che la difficoltà ad organizzarsi rispetto ai carichi familiari sia la causa della rinuncia o della perdita dell’occupazione per il genitore. Per l'anno educativo 2012/2013 la Regione ha approvato l’elenco delle candidature presentate da 23 associazioni di Comuni, sulla base dei posti disponibili nei nidi privati presenti sul loro territorio e in base alla stima della risposta delle famiglie.. Sono 11.316 i voucher che la Regione mette a disposizione di 1212 famiglie dell’Emilia-Romagna per abbattere le rette dei nidi d’infanzia e aiutarle nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, per un totale di € 3.188,304,00. I posti nido I posti nido cui accedere grazie a tali assegni, del valore massimo di 250 euro al mese – individuati dai Comuni tramite Avvisi pubblici – appartengono a strutture private autorizzate, con caratteristiche rispondenti ai requisiti richiesti dalla normativa vigente, quali nidi, micronidi, sezioni primavera, nidi part-time, nidi aziendali e piccoli gruppi educativi/ educatrici domiciliari. I destinatari Per richiedere l’assegno Infatti, come già avvenuto per gli anni scolastici 2009-2010, 2010/2011 e 2011/2012, saranno i Comuni a pubblicizzare l’offerta di posti voucher alle famiglie interessate, ad inserirli nei loro bandi pubblici, a ricevere le domande e a costruire le graduatorie, sulla base delle quali la Regione provvederà nei prossimi mesi ad impegnare le risorse finanziarie e a trasferirle alle associazioni di comuni. |
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