Patto per attraversare la crisi
Da tempo la Regione Emilia-Romagna sta operando per mettere in campo strumenti utili a fronteggiare gli effetti della crisi economica, lavorando fianco a fianco con il sistema della rappresentanza istituzionale, economica e sociale dell’Emilia-Romagna. Frutto di questo lavoro è un pacchetto di misure – sostenute economicamente con risorse pubbliche – che rappresentano un concreto sostegno alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie per attraversare e superare questa difficile fase congiunturale.
Tappa decisiva di questo percorso è stata la firma del “Patto per attraversare la crisi” sottoscritto tra Regione Emilia-Romagna, UPI e ANCI regionali, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali in data 8 maggio 2009.
Il Patto conta su 520 milioni di euro tra risorse statali e risorse del Fondo Sociale Europeo e utilizza tutti gli strumenti (sostegno al reddito e formazione) per affrontare la crisi delle imprese e dare una risposta anche ai lavoratori per i quali fino ad ora la legge non prevedeva la cassa integrazione. In Emilia-Romagna sono tantissimi: dal 1° gennaio 2009 (il provvedimento che ha definito nuovi criteri ed indirizzi per la concessione degli ammortizzatori sociali è retroattivo) possono accedere in deroga alla cassa integrazione e all’indennità di mobilità tutti i dipendenti a tempo determinato e indeterminato, gli apprendisti e i lavoratori somministrati (ex interinali) occupati anche in imprese con meno di 15 dipendenti e presso lavoratori non imprenditori, che operano nei servizi, nel commercio e nell’artigianato e nelle cooperative.
Ciò estende a tutte le imprese della regione la possibilità di affrontare la crisi dando avvio a processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale o, di fronte a difficoltà temporanee, di sospendere o rallentare la produzione. E dà diritto ai lavoratori sospesi o licenziati di contare su un sostegno al reddito pari all’80% dell’ultima retribuzione (nel massimale previsto dalla legge) e, contemporaneamente, di fruire di servizi per il lavoro e di formazione.
Con il Patto, la Regione e le associazioni imprenditoriali e sindacali firmatarie si impegnano a salvaguardare l’occupazione, perseguendo soluzioni condivise anche nel caso del ricorso a procedure di mobilità ed escludendo comunque iniziative unilaterali di licenziamento collettivo. Il Patto prevede inoltre la possibilità di allungare il periodo della cassa integrazione ordinaria o straordinaria e di garantire rapidità e semplicità degli interventi anche attraverso i pagamenti diretti da parte dell’INPS.
L’1 dicembre 2011 è stato siglato il Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, tra la Regione l’Upi, l’Anci, l’Uncem e la Lega Autonomie, l’Unioncamere, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali regionali, l’Abi e i rappresentanti del terzo settore.
In questo Patto si definiscono i criteri base necessari per affrontare la crisi: lavoro e impresa, qualità sociale e sostenibilità dello sviluppo.
Il nuovo accordo, nei fatti, supera il ‘Patto per attraversare la crisi’. Attraverso la partecipazione di tutto il sistema economico, sociale e delle autonomie dell’Emilia-Romagna sono state definite le scelte strategiche generali: ciascun soggetto nel proprio ambito d’azione o di rappresentanza dovrà sostenerle ora non solo per proseguire il cammino per andare oltre la crisi, ma per cambiare passo e supportare una nuova stagione di crescita e sviluppo della società emiliano romagnola. Molti degli obiettivi rappresentati nel nuovo ‘Patto’ trovano una immediata applicazione nelle politiche già avviate dalla Regione: sul fronte delle risorse la copertura di diversi interventi è prevista nel bilancio di previsione 2012 della Regione.
Gli assi fondamentali su cui si vuole orientare lo sviluppo sono fondati sul sapere, sulla green economy e sul made in Italy. Centrale sarà, infatti, il sostegno dell’export, le riforme strutturali delle istituzioni e della pubblica amministrazione, del welfare e del mercato del lavoro ma anche una forte spinta alla ricerca e alla innovazione.
La gestione del Patto dal punto di vista pratico sarà affidata anche a momenti tecnici di confronto tra le parti che dovranno verificarne, anche con tavoli di monitoraggio, la corretta applicazione.
Le basi del nuovo patto
- LEGALITÀ
L’obiettivo è difendere e promuovere la legalità e sostenere l’economia sana. L’azione congiunta di istituzioni e società civile dovrà far emergere e debellare le infiltrazioni della criminalità organizzata, l’usura, il caporalato, l’evasione fiscale e contributiva e ogni altra manifestazione delle attività economiche illegali. La partecipazione degli enti locali al recupero dell’evasione potrà dare un contributo rilevante alla lotta al sommerso e alla giustizia fiscale. Le maggiori entrate saranno destinate agli investimenti per la crescita e l’occupazione e alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro e le imprese.
Con le leggi 11/2010 e 3/2011 la Regione si è dotata di ulteriori strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose e criminali e di controllo della legalità e sicurezza sui cantieri edili. Nell’ambito delle competenze regionali, una nuova legge sarà introdotta per intervenire nei settori della logistica, dei trasporti, dei servizi e della distribuzione.
In materia di appalti pubblici la Regione e le Autonomie Locali sono impegnate ad adottare le regole più stringenti consentite dalla normativa nazionale e comunitaria per impedire la concorrenza sleale e favorire la selezione delle imprese socialmente responsabili. In particolare le istituzioni regionali intendono verificare con il massimo rigore, negli appalti e sub-appalti, in attuazione delle norme del decreto sviluppo (DL 70/2011), il rispetto del costo del lavoro stabilito dai contratti collettivi nazionali. - RELAZIONI INDUSTRIALI
La contrattazione è fondamentale per esaltare la centralità del valore del lavoro deve raggiungere risultati funzionali all’attività delle imprese e alla crescita di una occupazione stabile e tutelata e deve essere orientata ad una politica di sviluppo adeguata alle differenti necessità produttive, da conciliare con il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone.
Fermo restando il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro, lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello è essenziale per collegare gli aumenti retributivi alla redistribuzione del reddito, al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività e dell’andamento economico delle imprese. La Regione ritiene che tali principi siano bene interpretati, nella sua interezza, nell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, siglato il 21 settembre. Corrette ed avanzate relazioni sindacali sono parte integrante delle politiche di responsabilità sociale dell’impresa. - GIOVANI E LAVORO
Obiettivo urgente è quello riscrivere il patto intergenerazionale. Altrettanti importanti sono le riforme del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali.
L’investimento principale riguarda l’Università, la Scuola e la Formazione, innalzando le conoscenze e le competenze. E’ indispensabile raggiungere i traguardi europei in termini di giovani laureati e riduzione degli abbandoni scolastici; sostenere la cultura tecnica e i percorsi professionalizzanti, integrare formazione e lavoro e ridurre i tempi di transizione al lavoro.
La Regione attiva per l’anno 2012 una misura di agevolazione finanziaria alle imprese che assumeranno con contratto a tempo indeterminato i giovani, compresi gli apprendisti, nel limite dei fondi previsti per il lavoro giovanile. Tutte le forme di incentivo terranno conto della differenza di genere per sostenere l’occupazione femminile. Nei bandi regionali per i contributi alle imprese sarà previsto un premio per le nuove assunzioni, la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e l’assunzione di lavoratori che abbiano esaurito il periodo coperto dalla indennità di mobilità. Nel quadro della applicazione delle norme sul federalismo fiscale che entreranno in vigore nel 2013 la Regione si impegna ad esaminare la possibilità di ricorrere alla deduzione integrale a tempo dalla base imponibile Irap del costo del dipendente stabilizzato.
Per il contratto di apprendistato sono previste risorse regionali a sostegno della dimensione formativa e un impegno congiunto per la sua diffusione ed il suo concreto utilizzo da parte delle imprese.
Per i giovani fra i 30 e 34 anni (per i quali non è possibile l’accesso al contratto di apprendistato) la Regione prevede una misura formativa mirata per inserimento lavorativo accompagnata da un incentivo all’assunzione con contratto a tempo indeterminato.
La priorità assegnata alla occupazione giovanile non esclude attenzione a tutti i lavoratori disoccupati, in mobilità e coinvolti in situazioni di crisi: in questa direzione sono perciò orientati gli strumenti formativi e i criteri premianti dei bandi e la formazione delle persone in mobilità sarà finanziata con i fondi nazionali che lo Stato ha assegnato alla Regione con l’accordo Stato-Regioni del 12/02/2009.
Nel settore agricolo si conferma la priorità ai giovani nell’accesso ai fondi del programma di sviluppo rurale che ha fin qui consentito di destinare agli under 40 il 19% delle risorse disponibili. - DONNE E MERCATO DEL LAVORO
L’aumento della presenza femminile sul mercato del lavoro è un indicatore di crescita economica e di crescita sociale e culturale. Oltre alla precarietà, è necessario rimuovere le discriminazioni di genere negli accessi e nelle carriere e promuovere una organizzazione del welfare e della società che non solo non scarichi sulla donna il peso del lavoro di cura ma ne valorizzi l’apporto favorendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Come per i giovani, la politica per l'occupazione femminile integrerà le azioni di formazione con quelle di inserimento nel mercato del lavoro e sarà sostenuto con interventi finanziari e formativi l'avvio di attività autonome e di nuove imprese
A seguito della stipula del “Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, il 20 dicembre 2011 è stato sottoscritto l’ “Accordo per l’utilizzo degli ammortizzatori in deroga 2012”, in cui è stato concordato che proseguiranno per tutto il 2012 gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga già realizzati nel corso del triennio 2009/2011.
Con questo accordo i criteri per l’autorizzazione al ricorso della cassa integrazione guadagni in deroga sono stati aggiornati alla luce dei risultati conseguiti e per garantire coerenza ed efficienza nell’impiego delle risorse.
Sono stati inoltre individuati limiti di utilizzo massimo dei trattamenti in deroga nell’arco dell’intero quadriennio 2009/2012 in caso di utilizzo costante nonché continuativo.
Per saperne di più
- Accordo per l’utilizzo degli ammortizzatori in deroga 2012 del 20 dicembre 2011
- Le slides presentate al Tavolo Tecnico di monitoraggio sulla Crisi del 30 novembre 2011 (.ppt, 1MB)
- Le slides presentate al Tavolo Tecnico di monitoraggio sulla Crisi del 12 ottobre 2011 (.ppt, 965 KB)
- Le slides presentate al Tavolo Tecnico di monitoraggio sulla Crisi del 20 giugno 2011 (.ppt, 965 KB)
- Intesa tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di ammortizzatori sociali in deroga e su politiche attive per gli anni 2011/2012 del 20 aprile 2011 (.pdf, 431 KB)
- Le slides presentate al Tavolo Tecnico di monitoraggio sulla Crisi del 1 aprile 2011 (.ppt, 965 KB)
- Le slides presentate al Tavolo Tecnico di monitoraggio sulla Crisi del 21 febbraio 2011 (.ppt, 0,98 KB)
- Accordo tra la Regione Emilia-Romagna e le parti sociali del 23 dicembre 2010
- Accordo tra Governo e Regioni sottoscritto il 16 dicembre 2010
- Le slides presentate al Tavolo tecnico di monitoraggio sulla crisi del 22 ottobre 2010
- Le slides presentate al Tavolo Tecnico di monitoraggio sulla Crisi del 28 giugno 2010 (.ppt, 0,98 KB)
- Patto per attraversare la crisi: un primo bilancio - giugno 2010 (.doc, 70,0 KB)
- Patto per attraversare la crisi, salvaguardando capacità produttive e professionali, occupazione, competitività e sicurezza sociale, sottoscritto fra Regione Emilia-Romagna e Parti sociali, dell’8 maggio 2009. (.pdf, 108 KB)
- Accordo governativo sottoscritto fra Regione Emilia-Romagna e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 16 aprile 2009 (.pdf, 1,5 MB)
- Accordo tra Governo, Regioni, Province Autonome del 12 febbraio 2009 (.pdf, 233 KB)
- Aggiornamento delle strategie per il rilancio dell’occupazione e delle capacità produttive e professionali, per promuovere l’innovazione e lo sviluppo sostenibile, per aumentare le opportunità di nuovi lavori e per una nuova coesione sociale - 16 luglio 2010 (.pdf, 90,2 KB)
